La Gazzetta dell'Emilia del 6 giugno 1881 annuncia con un articolo breve ma enfatico l'arrivo in Bologna di acque potabili. Si riattiva infatti l'antico acquedotto romano restaurato.
Quella che segue è la trascrizione integrale dell'articolo.
Bologna, 5 giugno 1881.
Oggi Bologna è in festa. Abbiamo una festa politica di carattere eminentemente nazionale, e una festa tutt'affatto cittadina e municipale. Felicissimo fu il pensiero di far coincidere questa con quella.
L'arrivo in Bologna di acque potabili è, senza dubbio, uno dei fatti più importanti del risorgimento dell'antica Felsina.
Acqua in abbondanza vuol dire pulitezza e salubrità, le due principali caratteristiche della vita cittadina nella moderna civiltà.
Dunque siano benvenute le
Chiare, fresche e dolci acque
che oggi ci sarà dato di vedere in tutti i quartieri di Bologna. Non intendiamo fare della lirica; troppo grandi e troppo noti poeti cantarono in ogni metro in onor dell'acqua; ricorderemo solo che dall'acqua è nata Venere, la dea della bellezza; e in vero l'acqua che ci dà forza e salute può esser salutata come diva della bellezza.
Evviva l'acqua!
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