Sulla Gazzetta dell'Emilia del 5 giugno 1881, in occasione dell'inaugurazione dell'acquedotto romano, restaurato da Antonio Zannoni, viene pubblicata una poesia assai enfatica di Corrado Ricci.
Alcuni amici ed ammiratori dell'egregio ing. Zannoni, oggi che s'inaugura l'acquedotto, vogliono con i seguenti versi dargli un pubblico attestato di stima e ammirazione e desiderano pure rivolgere un vivo ringraziamento al bravo poeta.
V. GIUGNO MDCCCLXXXI
ALL'ILLUSTRE INGEGNERE
ANTONIO ZANNONI
CHE CON RARE
SAPIENZA, COSTANZA, MODESTIA
RINNOVANDO L'ACQUEDOTTO ROMANO
TORNÒ A BOLOGNA
LE LIMPIDE ACQUE DEL SETTA
ALCUNI AMICI
O.
Non più, se de 'l severo
tempio, per fiori un dì lieto e per carmi,
là, su la verde Olimpia
gemon respinte ne 'l natio Citero
le sacre fonti da i riversi marmi; 1
non più d'amare stille
bagnan le conche Naiadi dolenti.
Pegea riscossa e Tàside
schiudon da lungo sonno le pupille
e l'armonia di fresche onde cadenti
e giù, lungo le nere
latebre de 'l cunicolo vetusto
cantando risalutano
l'opra, che forse a le romane schiere
con le terme commise il divo Augusto. 2
« Non ti bastò l'alloro,
onde la fama ti cinse i capelli,
quando a la storia e a Felsina
l'antico de gli etruschi imo tesoro 3
umil porgesti ne gli sculti avelli
« dove la sua compose
quel popolo fatica aspra ed incolta,
coi figurati ed agili,
vasi, che il greco mercator depose
ad Adria, lungi da 'l suo mar sepolta. 4
« Sii benedetto, o grande;
noi torniamo per te con l'onda pura,
che ne l'azzurro lanciasi
e sussurrando per le vie si spande
ritempratrice de l'estiva arsura,
« e in un vano desìo
non ci adiriam di Patra e di Cianèa –– 5
A noi le fonti limpide
e ne la notte il lungo mormorio
de l'acque ai raggi de la bianca Dea ! »
CORRADO RICCI.
1 Strabone ricorda un tempio dell'Olimpia, sacro alle ninfe ioniche (notissime Pégea e Tasside), dove vedevansi bellissime fontane derivanti dal fiume Citero.
2 L'Acquedotto è stato erroneamente detto di Mario. È più logico attribuirlo ad Augusto, che fece edificare le terme.
3 È noto che l'ing. Zannoni il 24 agosto 1869 cominciò a scoprire l'antica necropoli etrusca alla Certosa.
4 Il prodotto indigeno di quel popolo era piuttosto rozzo. I vasi dipinti venivano qua di Grecia, passando forse, come opina il prof. Brizio, per Adria, ora sepolta lontana dal mare cui diede nome.
5 Patra, città dell'Acaia, e Canea, città della Licia ebbero fonti famose.
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