Odi barbare è il titolo di una raccolta di poesie di Giosuè Carducci. La prima edizione fu pubblicata nel 1877, ne seguirono altre arricchite di nuove odi.
Già, perché barbare ? Perché tali suonerebbero agli orecchi e al giudizio dei greci e dei romani. È lo stesso Carducci a spiegarlo, in una nota all' edizione del 1877:
…Volli congedarmi da' lettori co' i versi alla rima, proprio per segno che io con queste odi non intesi dare veruna battaglia, grande o piccola, fortunata o no, a quella compagna antica e gloriosa della poesia nuova latina. Queste odi poi le intitolai barbare, perché tali sonerebbero agli orecchi e al giudizio dei greci e dei romani, se bene volute comporre nelle forme metriche della loro lirica, e perché tali soneranno pur troppo a moltissimi italiani, se bene composte e armonizzate di versi e di accenti italiani. E così le composi, perché, avendo ad esprimere pensieri e sentimenti che mi parevano diversi da quelli che Dante, il Petrarca, il Poliziano, il Tasso, il Metastasio, il Parini, il Monti, il Foscolo e il Leopardi (ricordo in specie i lirici) originalmente e splendidamente concepirono e espressero, anche credei che questi pensieri e sentimenti io poteva esprimerli con una forma metrica meno discordante dalla forma organica con la quale mi si andavano determinando nella mente. …
Giosuè Carducci
Nella raccolta si trovano tre poesie ispirate a Bologna:
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Sangue nella città sotterranea: Moto perpetuo
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