Bologna ebbe tre cerchie di mura. La seconda cerchia, iniziata nel tardo XII secolo, fu detta dei Torresotti per via delle strutture fortificate in corrispondenza delle porte, ma viene detta anche impropriamente del Mille. La città nei secoli precedenti si era espansa ben oltre le mura di selenite della prima cerchia e i cittadini sentivano pertanto l' esigenza di inglobare le nuove costruzioni.
Questa nuove mura, circondate da un fossato alimentato dal torrente Aposa, avevano un tracciato circolare (la prima cerchia era invece quadrata) lungo ben 4km. Ma Bologna attraversava allora un periodo di boom economico, tanto che a lavori ultimati l' agglomerato urbano si era gia esteso oltre le nuove mura.
Nelle mura si aprivano le seguenti porte o pusterle (aperture minori e prive di fortificazioni difensive):(1)
Oggi sono rimasti solamente:
Note al testo1. Giovanni Nicolò Pasquali Alidosi, Instruttione delle cose notabili della città di Bologna, Bologna 1621, ristampa anastatica Bologna 1999, pp. 148–154.
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Sangue nella città sotterranea: Moto perpetuo
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